Il principe ranocchio o l’Enrico di Ferro

Le fiabe non sono solo delle storie da narrare ai bambini. Sono dei tesori al cui interno possiamo trovare simboli e chiavi in grado di rappresentare il nostro mondo interiore e di descrivere le situazioni che viviamo. Sono perciò utilissime anche in età adulta, per capire noi stessi meglio e un po’ di più e per dare voce a tutto ciò che sentiamo e proviamo.  

Oggi ti propongo di andare alla scoperta della fiaba “Il principe ranocchio o l’Enrico di Ferro”, che ho rielaborato e riadattato dall’originale raccolto dai fratelli Grimm. Dopo la storia, troverai un breve spiegazione di un paio di simboli della fiaba e un suggerimento su come reimpiegarla per te. Buona lettura e fammi sapere nei commenti se ti è piaciuta!

Il principe ranocchio o l’Enrico di Ferro

Nei tempi antichi, quando desiderare era possibile, aveva senso e serviva realmente a qualcosa, c’era un re, le cui figlie erano tutte bellissime, ma la più giovane era così bella che perfino il sole, che nel suo passare di cose belle ne aveva viste tante, sempre si meravigliava, quando con un suo raggio le accarezzava il volto. La principessa risplendeva infatti di una luce particolare.

Il re e le sue figlie vivevano in un castello, accanto al quale si trovava un grande bosco, fitto e pauroso. Dentro il bosco, in una radura, sotto un vecchio tiglio, c’era una pozza d’acqua, fresca e chiara. Nelle ore più calde del giorno, la giovane principessa andava nel bosco e sedeva sul ciglio di quella fonte naturale. Quando era proprio annoiata, prendeva una palla d’oro, la lanciava in aria e la riprendeva al volo. Questo era il suo gioco preferito.

Avvenne un giorno che la palla d’oro della principessa non atterrasse tra le mani che lei tendeva verso l’alto, ma cadesse per terra. La giovane non riuscì a riprenderla: la palla rotolò, infatti, veloce fino alla fonte e finì nell’acqua. La principessa la cercò con lo sguardo, ma la fonte d’acqua era profonda, tanto profonda che non si vedeva il fondo. Non l’avrebbe più trovata e ripresa. La palla era ormai persa. La principessa scoppiò a piangere. Piangeva sempre più forte e disperata, tanto che sembrava nessuno la potesse mai consolare. Mentre piangeva, una voce, a un tratto, le domandò: «Che hai, principessa? Piangi che fai pena persino ai sassi».

La principessa si guardò intorno, per vedere da dove provenisse la voce, e vide solo un ranocchio, che spuntava dall’acqua con la sua grossa testa. «Ah, sei tu, vecchio ranocchio!» disse. «Piango per la mia palla d’oro, che m’è caduta nella fonte». «Calmati e non piangere» rispose il ranocchio, «ci penso io; ma che cosa mi darai, se ti ripesco il tuo tesoro?». «Quello che vuoi, caro ranocchio» disse la principessa, «ho vesti preziose e pregiate, perle e gioielli. O forse vuoi la mia corona d’oro?». Il ranocchio rispose: «Le tue vesti, le perle e i gioielli e la tua corona d’oro io non li voglio. Ma se mi vorrai bene, se potrò essere il tuo amico e compagno di giochi, se potrò sedere con te alla tua tavola, mangiare dal tuo piatto d’oro tanto prezioso, bere dal tuo bicchiere di cristallo, dormire nel tuo letto morbido, caldo e sicuro, ecco, se mi prometti questo, mi tufferò e ti riporterò la palla d’oro». «Ah sì» disse la principessa, «ti prometto tutto quel che vuoi, purché mi riporti la palla». Ma pensava in realtà dentro di sé: «Cosa va blaterando questo sciocco ranocchio, che sta nell’acqua a gracidare coi suoi simili? Non può essere amico di una creatura umana!».

Intanto, ottenuta la promessa, il ranocchio aveva messo la testa sott’acqua, dato un guizzo ed era tornato, nuotando, in superficie. Aveva in bocca la palla e la buttò sull’erba. La principessa, piena di gioia nel riavere il suo bel giocattolo, lo prese e corse via, per tornare al castello. «Aspetta, aspetta!» gridò il ranocchio, «prendimi con te, io non posso correre come fai tu!». A che gli servì gracidare con quanto fiato aveva in gola? A nulla. La principessa non l’ascoltò e corse a casa veloce come il vento. Si dimenticò subito del povero ranocchio e della sua promessa.   

Il giorno dopo, mentre la principessa era seduta a tavola col re e tutta la corte e mangiava dal suo piatto d’oro, il ranocchio, che era uscito dallo stagno e aveva speso quasi tutte le sue forze a saltare il giorno prima, durante la notte e per tutta la mattina del nuovo giorno per raggiungere il castello, salì a grandi balzi la scala di marmo del palazzo. Quando fu in cima bussò alla porta e gridò: «Principessa, piccolina, aprimi!». La principessa corse a vedere chi fosse là fuori, ma, quando aprì, si trovò davanti il ranocchio. Chiuse in fretta la porta con un colpo secco e tornò, bianca in volto, di corsa a sedere a tavola. Il re, vedendola agitata e spaventata, le chiese: «Di che cosa hai paura, bimba mia? Chi c’era alla porta?». «Dietro la porta c’era un ranocchio bruttissimo, per questo sono corsa via terrorizzata». «E che cosa vuole da te quel ranocchio?» chiese il re. «Ieri, mentre giocavo nel bosco vicino alla fonte, la mia palla d’oro è caduta nell’acqua. Piangevo tanto e il ranocchio, che abita nella fonte, me l’ha ripescata. E poiché ad ogni costo lo volle, gli promisi che sarebbe diventato mio amico e che avrebbe trascorso le giornate con me; ma non avrei mai pensato che potesse uscire da quell’acqua. Adesso è qui fuori e adesso vuole assolutamente che io lo faccia entrare». Intanto si udì bussare per la seconda volta e gridare:

    «Figlia di re, principessa,

    per favore, aprimi!

    Non ricordi più quello che ieri

    m’hai detto come promessa

    vicino alla fonte fresca?

    Principessa, per favore,

    aprimi la porta!»

 

Allora il re disse: «Quello che hai promesso, devi mantenerlo; va’, dunque, e apri la porta». La principessa, perciò, andò ad aprirla; il ranocchio entrò e, sempre dietro a lei, tutto felice, saltellò fino alla sua sedia. Lì si fermò e chiese: «Per favore, sollevami fino a te». La principessa esitò, ma il re le ricordò che aveva promesso e doveva mantenere la parola data. Appena fu sulla sedia, il ranocchio volle salire sul tavolo e quando fu sul tavolo le disse: «Adesso puoi avvicinarmi il tuo piattino d’oro, affinché io possa mangiare assieme a te». La principessa acconsentì, ma si vedeva benissimo che lo faceva controvoglia. Il ranocchio mangiò con appetito, mentre a lei quasi ogni boccone rimaneva in gola. Dopo essersi rifocillato, la ringraziò: «Grazie, ho mangiato a sazietà e sono stanco. Vorrei andare a dormire». La principessa si mise a piangere; aveva paura di quel ranocchio freddo e brutto, che non osava toccare e che ora doveva dormire nel suo bel letto pulito. Ma il re le ribadì: «Non devi disprezzare chi ti ha aiutato nel momento del bisogno». Allora la principessa prese la bestiolina con due dita, la portò di sopra e la mise in un angolo della stanza. Ma quando lei fu a letto, il ranocchio andò saltelloni ai suoi piedi e protestò: «Sono molto stanco, è da ieri notte che saltello per arrivare al castello. Voglio dormire bene e comodo come te: per piacere, tirami su». «No» rispose la principessa. «Sì» insistette il ranocchio, «voglio dormire comodo anch’io su lenzuola di seta». «No, sei solo un orribile ranocchio». «E invece sì, voglio un po’ di tepore e di ristoro per le mie zampe affaticate. Sono così belle quelle lenzuola di seta. Per favore, dividile con me, anche solo un pezzettino!». Allora la principessa, che non aveva nessuna intenzione di cedere e di continuare la discussione, si arrabbiò, lo prese e lo scagliò con tutte le sue forze contro la parete: «Adesso finalmente starai zitto, brutto ranocchio!».

Ma quando cadde a terra, non era più un ranocchio: era diventato un principe dai begli occhi sorridenti. Le raccontò di essere stato stregato da una maga cattiva e nessuno, all’infuori di lei, avrebbe potuto liberarlo. Solo una principessa, figlia di re, e di una bellezza scintillante come la sua avrebbe potuto scioglierlo dalla sua condizione di prigionia. Le promise di sposarla e di portarla nel suo regno, dove sarebbero vissuti insieme. La principessa scoppiò a piangere, questa volta di felicità. Esausti da quella serata e dalle emozioni, si addormentarono. La mattina dopo, furono svegliati dal sole e dallo scalpiccio degli otto cavalli bianchi, per l’occasione col capo ricoperto da candidi pennacchi e vestiti con finimenti d’oro, della carrozza del principe. A condurla, c’era il servo del giovane re, il fedele Enrico. Enrico si era così afflitto, quando il suo principe era stato trasformato in ranocchio, che si era fatto mettere tre cerchi di ferro intorno al cuore, perché non gli scoppiasse dall’angoscia.

La carrozza doveva portare il giovane re nel suo regno; il fedele Enrico vi fece entrare i due ragazzi, salì ai comandi e s’incamminò sulla via del ritorno, pieno di gioia per la liberazione. Quando ebbero fatto un tratto di strada, il principe udì uno schianto, come se qualcosa si fosse rotto nella carrozza. Allora chiese al suo servitore:

    «Enrico, qui va in pezzi la carrozza!»

    «No, padrone, non è la carrozza,

    bensì un cerchio del mio cuore,

    ch’era immerso in gran dolore,

    quando dentro alla fontana

    tramutato foste in rana».

Per due volte ancora, durante il viaggio, si udì uno schianto. E ogni volta il principe pensò che la carrozza andasse in pezzi; e invece erano soltanto i cerchi, che saltavano via dal cuore del fedele Enrico, perché il suo padrone era bello, libero e felice, come prima.

Il principe e la principessa, giunti nel nuovo castello, si sposarono e vissero insieme felici e contenti. Avevano portato con sé la palla d’oro. La tennero sempre nella loro stanza, come ricordo. Senza di lei, infatti, non avrebbero mai potuto cominciare la loro nuova vita.

Cosa ci insegna la fiaba?

I simboli presenti nella fiaba sono tanti. I principali sono il bosco fitto, il tiglio, il castello, la palla d’oro, gli scalini, i cerchi al cuore. Il ranocchio stesso è un simbolo: è la rappresentazione di un motivo, in questo caso esterno, che spinge la principessa a reagire. Nella fiaba la giovane, stanca dell’insistenza del ranocchio quando vanno a dormire, lo schianta al muro. È il suo modo per ribellarsi e opporsi a una situazione che le va stretta e che non vuole più subire. Ed è proprio nel reagire che scopre la verità, di lui, di sé stessa, della situazione e del loro futuro. Sotto la pelle del ranocchio si cela un principe. E dietro il carattere pauroso e capriccioso della ragazza si cela una vera principessa, non soltanto per il titolo che le è stato attribuito. Il principe la porta via da un castello da cui vuol fuggire, e da cui trova sollievo solo nelle tante ore passate fuori dalle sue mura, nel bosco, a giocare con la palla d’oro, che rappresenta il tesoro inespresso delle sue potenzialità e che stava rischiando di perdere per sempre, accettando la situazione com’era.

Come impiegare la fiaba per te

Prova a pensare a qual è stata, per te, la tua palla d’oro. Cosa rischiavi di perdere e come hai fatto a impedirlo? Poi prendi carta e penna e prova a scrivere la tua fiaba, quella di cui sei stata (o sei stato) protagonista. Bastano anche poche righe. E non è necessario che tu mantenga il simbolo della palla d’oro, puoi sceglierne uno tutto tuo. L’importante è che tu descriva la situazione in cui ti trovavi, perché, come hai fatto a uscirne e quali potenzialità (o prospettive o opportunità) quel gesto ti ha rivelato.

E se hai bisogno di una writing coach che ti aiuti a scrivere la fiaba che c’è in te, scrivimi a info@storieinpuntadirighe.it. Sarò lieta di aiutarti!!

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La dolcezza di essere principessa

23 GENNAIO: LA GIORNATA NAZIONALE DELLA SCRITTURA A MANO

Ricorre oggi la Giornata nazionale della scrittura a mano. Scrivo abitualmente con carta e penna. Molti post e tutti i miei testi nascono così: prima scritti a mano, poi trascritti al computer. Scrivere a mano dà un significato maggiore e più sostanzioso al messaggio che si vuol trasmettere. Ha un fascino dolce e antico impareggiabile. Aiuta l’espressione e lo stile, li rende più pensati e agili. Alleggerisce di molto la fatica della composizione.

Molte persone non scrivono più a mano. Se siete tra queste, vi suggerisco i modi che a me piacciono di più per riscoprire e tornare a usare la scrittura a mano. Read more

UN ANNO DI STORIE, IN PUNTA DI RIGHE COME SEMPRE

Eccoci arrivati a fine anno. Auguro a voi, miei lettori, un buon 2020, che sia proficuo ma soprattutto sereno e pieno di gioia.

Il 2019 per me è stato un anno denso di novità e pieno – per non dire pienissimo – di decisioni sul piano personale e lavorativo, che mi hanno portato ad avere nuovi modi di vedere e nuove esigenze e quindi a molti cambiamenti e a vere e proprie rivoluzioni. A settembre arriverà una nuova veste per il blog, che passerà a sito senza tuttavia perdere lo spirito iniziale, una newsletter, delle risorse gratuite e tanti nuovi post. Arriveranno anche, esclusivamente con il passo delle cose belle, i miei eBook.

Scrivere è dare vita ai sogni. Scrivere è disegnare e aprire una porta sul mondo, è attraversarla per raccontarlo. Scrivere è emozionare. Scrivere è regalare bellezza incartandola con l’inchiostro della fantasia e delle parole.

Buon anno a tutti voi!

Farfalle in volo

TI CERCO DOVE SEI TU

Quadro, disegno, coloriNon ti cerco
dove ti trovo abitualmente.
Lì, in quel luogo, troverei soltanto me.

Ti cerco dove sei tu,
lontano da tutto.
Ti cerco dove ti puoi svelare,
varcando la soglia
di un territorio sconfinato
ammantato d’erba fresca.

Sono dentro una tela
di cui imparo il disegno
e i cui colori restauro e accendo.

WEDDING STATIONERY: CHE COS’È E COSA RACCONTA [CON INFOGRAFICA]

La Wedding Stationery [con la e] è l’insieme di tutti gli elementi di carta – stationery significa infatti cartoleria – che accompagnano nei preparativi e caratterizzano nel grande giorno le nozze. La wedding stationery, molto spesso nominata anche wedding suite, ha l’importante ruolo di conferire personalità alle vostre nozze e di costruire lo stile ma soprattutto l’atmosfera e il sogno del vostro grande giorno. Comunica con i vostri ospiti, perché dà informazioni sull’evento. Trasmette quella che è l’immagine del vostro matrimonio e cosa significa per voi.

La wedding stationery racconta di voi

La wedding stationery vi rappresenta. La sua composizione e il modo in cui è realizzata e curata parla di voi, della vostra identità di coppia e dell’armonia del vostro stare insieme.

La wedding stationery racconta voi e la vostra storia in tantissime maniere. Lo fa con i testi che avete deciso per le partecipazioni e gli inviti, per il libretto della cerimonia (religiosa, civile, simbolica) e per i biglietti di ringraziamento. Lo fa con i colori, i simboli e le immagini che incorniciano la stationery e che per voi hanno un significato speciale e unico.

Quali elementi compongono una wedding stationery?

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RITO CIVILE E RITO SIMBOLICO: LE 3 PRINCIPALI DIFFERENZE

Sposarsi con un rito diverso da quello tradizionale è un fenomeno sempre più diffuso. Tantissime coppie scelgono e continuano a scegliere per coronare il loro sogno d’amore, il rito civile o il rito simbolico. Un trend in continua ascesa che trova le sue motivazioni nella possibilità di dare al proprio matrimonio la forma che si desidera e di personalizzarlo come più piace e nell’atmosfera ricca di emozione e sentimento che in una cerimonia disegnata su misura si crea. Una scelta spesso dettata anche dalla praticità, perché in un matrimonio civile i documenti da presentare e l’iter della burocrazia si sono per i futuri sposi molto semplificati e in un rito simbolico non servono affatto.

Il rito simbolico e il rito civile hanno il medesimo fine, sancire l’unione d’amore e di vita di due persone, ma sono due celebrazioni diverse, che a volte rischiano di essere confuse. Per sgomberare il campo da dubbi, vediamo insieme come distinguerle, attraverso l’illustrazione delle più importanti differenze tra le due.

1) Solo il matrimonio civile ha valore legale

Firma dell'atto di nozze al termine del matrimonio civile
Solo il matrimonio civile – e non quello simbolico – ha valore legale, perché è un atto giuridico.

Il matrimonio officiato con rito civile è un atto giuridico. Si celebra davanti all’Ufficiale di stato civile Read more

PROMESSE DI MATRIMONIO PERSONALIZZATE: COME SCRIVERLE?

Lo scambio delle promesse di matrimonio è il momento più emozionante e sentito della cerimonia nuziale. Oggi, sono sempre più numerose le coppie che desiderano metterlo in totale risalto e per questo scelgono di giurarsi amore eterno con rito civile pensato su misura o cerimonie simboliche durante i quali pronunciare delle promesse di matrimonio personalizzate. Una scelta fatta con la maturità e con la consapevolezza di quanto questo momento sia unico, sia il più importante e indimenticabile della loro storia d’amore e della loro vita della coppia.

Promesse di matrimonio personalizzate: che cosa sono

Una coppia piena di complicità: lei e il suo lui sanno ridere insieme
Con te sembra di stare in un film

Le promesse di matrimonio personalizzate sono Read more

3 modi per raccontare la tua storia d’amore per il matrimonio

Vuoi condividere con i parenti e gli amici i momenti più belli, romantici e incredibili del vostro amore? E vuoi farlo in un modo speciale? Sei capitata nel… post giusto 😉 Qui ti suggerisco oggi tre maniere per raccontare la vostra storia d’amore in vista delle nozze che a me piacciono particolarmente e che sono di sicuro effetto e successo:

– la vostra storia raccontata a puntate,
– il sito (o blog) dedicato alle vostre nozze,
– i post sui social network.

Il giorno delle nozze è per ogni coppia un punto di partenza e un punto di arrivo. Per i vostri invitati sarà un giorno di festa e un bellissimo ricordo, ma la maggior parte di loro vi arriverà sapendo poco o nulla dei tanti momenti belli, delle avventure e delle vicissitudini che avete vissuto insieme e che vi hanno infine portato a compiere il grande passo del matrimonio.

Ovviamente non potete (e soprattutto non dovete) raccontare tutto, ma solo quello che a voi piacerà far conoscere e condividere, in modo che il vostro grande giorno sia ancora più stupendo e favoloso.

Cominciamo?

1) Scrivi la vostra storia a puntate

Il modo più semplice e romantico per far conoscere la vostra storia d’amore a chi non la sa (ma anche a chi la sa e vuol rigustarla in una maniera originale) è di raccontarla come se fosse un romanzo appassionato e avvincente. Gli episodi più importanti e i momenti che sono stati per voi i più significativi diventano, grazie alla poesia delle parole, capitoli di un romanzo di cui voi siete i protagonisti.

storia a puntate.jpgPer poter realizzare quest’idea, prendete carta e penna, sedetevi a tavolino e iniziate a mettere nero su bianco la vostra storia. Se il compito vi spaventa o volete una consulenza, contattatemi pure a qualsiasi ora del giorno e… della notte. Vi risponderò in poche ore.

Dopo che i capitoli della vostra storia saranno scritti, mandateli ai vostri lettori uno dopo l’altro come se fossero altrettante puntate di un coinvolgente feuilleton. Se un tempo si usavano carta e francobolli, oggi potete usare, per spedirli, la posta elettronica. Con un click, raggiungerete via mail tutte le persone che desiderate. Ogni quanto inviarli? La periodicità si decide in base a quanti capitoli sono stati scritti e a quanto tempo manca alle nozze. Il mio consiglio è iniziare con largo anticipo, per non ritrovarvi a fare tutto con troppa fretta.

Oltre che inviarli via mail, potete anche, per i vostri amici più intimi, per i vostri genitori e altri familiari ai quali vi unisce un legame profondo, per i vostri testimoni far stampare la vostra storia proprio come un libro e regalarla il giorno delle nozze in segno di affetto e riconoscenza.

2) Crea un blog o un wedding site e racconta la tua storia

È una moda ormai diffusa, quella di creare un sito dedicato al proprio matrimonio. Il sito racconta come stanno andando i preparativi del matrimonio. Consente di postare messaggi e comunicazioni per gli invitati, di condividere informazioni utili sulla cerimonia e sul ricevimento e la lista dei regali. Una sezione del sito può essere allestita per inserire il guest book e l’album di nozze.

sito.jpgMa soprattutto, nel sito, puoi raccontare del vostro amore come farebbe la principessa di una favolaDal come vi siete conosciuti ai vostri momenti più importanti, gli episodi più buffi, i viaggi che avete fatto insieme, al come ti ha chiesto di sposarlo. Puoi pubblicare foto del periodo in cui eravate fidanzati, frasi che ti inviava e tutto ciò che hai voglia di far vedere. Pubblicare la vostra storia sul sito permette a chi la leggerà – a tutti, se non poni limitazioni, solo a chi vuoi tu, se potrà leggere solo chi ha la password e username – di conoscerla in modo coinvolgente e di commentare, di lasciare, cioè, un pensiero su di voi e sulle emozioni che il vostro amore suscita. Se poi scegliete di creare un blog tutto vostro su una delle molte piattaforme disponibili per dedicarlo soltanto al racconto del vostro amore, l’interazione coi vostri ospiti sarà ancora maggiore, così come, cosa da non trascurare, la facilità e semplicità di pubblicazione e di gestione.

3) Posta sui social i momenti più belli

social.jpgQuante volte ti è capitato che Facebook ti riproponesse una foto o un post particolare su voi due tra i ricordi? Quante foto avete pubblicato su Instagram che vi ritraggono insieme o scatti delle vostre vacanze e di quello che vi capitava nella quotidianità di tutti i giorni? E i vostri tweet, quelli con cui parlavate di voi o condividevate belle frasi e riflessioni?

Un’idea fresca e attuale per raccontare la vostra storia è di scegliere un social (il più comodo è a mio parere Facebook) e di raccontare attraverso immagini, frasi, post e, soprattutto, ricordi recuperati dai vostri diari virtuali il vostro amore.

Che mi dite? Vi piacciono queste idee? Quale vi piacerebbe realizzare? Scrivetelo nei commenti.

©Federica per Storie in punta di righe

BIGLIETTI DI RINGRAZIAMENTO: NO ALLE FRASI, SCEGLI UNA FILASTROCCA!

I biglietti di ringraziamento per il matrimonio rappresentano un pensiero gentile e affettuoso per ringraziare tutte le persone che hanno condiviso con la loro presenza o con un gesto cortese e premuroso la gioia e la felicità delle vostre nozze. Il galateo di matrimonio prevede infatti che si ringrazino parenti e amici che hanno partecipato alle nozze e ai festeggiamenti e anche tutti coloro i quali che, pur non potendo partecipare alla cerimonia e al ricevimento, hanno inviato un telegramma, un biglietto d’auguri, un mazzo di fiori o un regalo.

Ci sono molti modi per ringraziare gli invitati e le persone che vi sono state vicine, anche se non fisicamente presenti. Spesso, assorbiti dall’organizzazione di altri dettagli del matrimonio e dalla concitazione dell’evento, si rischia di non pensarci subito e ricordarsene all’ultimo, ritrovandosi a chiedersi: i miei amici e parenti, i miei ospiti come li ringrazio?

SCRITTA
Una mia filastrocca di ringraziamento, con cura e affetto.

Io vi consiglio di scrivere e consegnare o far recapitare Read more

IL LIBRETTO DI CERIMONIA CIVILE: 5 OTTIMI MOTIVI PER REALIZZARLO

Il libretto di cerimonia civile è il libricino che contiene le letture che hai deciso di inserire all’interno del rito civile per rendere il giorno del tuo matrimonio unico e speciale. Contiene, di solito, anche altri contenuti di testo, come l’indicazione dei momenti fondamentali che costituiscono i passaggi secondo cui si svolge la cerimonia e i ringraziamenti.

Il libretto di cerimonia civile è, quindi, una guida indispensabile al rito. Fa in modo che gli invitati lo seguano senza problemi e si sentano pienamente coinvolti e partecipi del vostro giorno, vivendolo minuto per minuto insieme a voi.

Ma non ha soltanto la funzione di raccogliere i testi e di guidare gli invitati durante la cerimonia. Ci sono altri motivi, non meno importanti, per cui il libretto di cerimonia civile è fondamentale il giorno del tuo Sì. Vediamoli insieme

1) Il libretto vi aiuta a non smarrirvi per l’emozione

Da mesi state preparando il giorno più bello della vostra vita. Avete pensato ad ogni minimo dettaglio affinché sia perfetto. Avete organizzato tutto con cura e precisione e sognate di vivere il giorno del vostro matrimonio assaporando ogni singolo momento. I testi da leggere durante il rito sono prontissimi. Li avete visti e rivisti con la vostra scrittrice personale, che vi ha dato anche parecchi consigli (e rassicurazioni) per la lettura (lo faccio sempre) o per l’ascolto (se affidate la lettura di alcuni ad amici o parenti).

Anche se hai imparato a memoria le tue promesse, le poesie e gli altri scritti, l’emozione di quel giorno sarà grandissima, tanto che avrai bisogno del conforto di tenere i testi in mano, di vederli su carta, nero su bianco. E non stampati su fogli svolazzanti facili da perdere, ma riuniti in un elegante libretto, che rispecchi voi e la vostra personalità di coppia. Read more