Perché ho scritto Sarai con me e nel mio cuore per sempre

Con Sarai con me e nel mio cuore per sempre ho voluto portare il mio contributo al tema del lutto canino dal punto di vista della mia esperienza personale. Più volte mi sono scontrata con la morte dei miei amati cani, più volte ho vissuto quanto è difficile, duro e pesante perdere il proprio cane e riemergere dal dolore in cui getta.


Ho voluto riflettere su questo tema e porgere a chi sta affrontando questo lutto ciò che avevo vissuto, pensato e provato.
Ho aperto il mio cuore. Con il mio racconto, i miei pensieri e le mie poesie, ho dato voce al dolore. Spero che le mie pagine possano far sentire chi le leggerà meno solo nell’attraversare il tempo del dolore, la sua tempesta, meno solo nel piangere, nel disperarsi, nel sentirsi smarrito, nel provare un dolore profondissimo per aver perduto il proprio cane, per aver perduto chi ha tanto amato, la creatura amica, compagna, confidente, dalla quale siamo stati così tanto e così perfettamente amati.

Ho voluto scriverlo anche perché, nella mia esperienza, mi è capitato di non essere compresa per questo dolore: «Il mio dolore non era ritenuto naturale né reale né legittimo, era privo di dignità, e la conclusione di ciò era che avrei dovuto tacerlo e, prima ancora, non considerarlo tale. Ricordo ancora lo stupore, lo sbalordimento di chi mi disse che avevo pianto per un cane e addirittura tanto, come se fosse inaudito e inconcepibile che si potesse piangere, anche una lacrima era troppo, per un cane.», dal capitolo Un vero lutto. E, invece, non è strano o riprovevole soffrire per amore, per quell’amore che ci manca in ogni momento… per quegli occhi che ci dicevano tutto.

E ho voluto scriverlo, infine, perché la morte non spezza l’amore, perché l’amore resiste, né può annientare la speranza: ho fiducia che con i miei cani, con i nostri cani ci rincontreremo:

«Ti aspetto qui, dove sai – dove immagini. Anzi, ti correrò incontro! Così non ti perderai e potrai riabbracciarmi subito!
Porta le mie ciotole e i miei giochi, ma soprattutto tutto il tuo cuore,
vivo come è vivo oggi
e come lo è stato ogni giorno che abbiamo trascorso insieme.»

Da Anche se ora non mi vedi, dal capitolo Il nostro canto

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