La mia vita da scrittrice

Tagliare o aggiustare?

In sede di revisione del testo, che sia un testo breve, come una lettera, un discorso, un post, oppure un testo lungo, come un post complesso, una guida, un manuale, un saggio, un romanzo, una raccolta di racconti, la domanda fatidica è: qualcosa non funziona, non va, cosa faccio? Taglio o mantengo? Aggiusto soltanto oppure riscrivo completamente?

All’inizio, tutti abbiamo una sorta di istinto di conservazione naturale della prima bozza. Tagliare è difficile, riscrivere ancor di più. Alle prime prove siamo affezionati… ci prende una fitta al cuore al solo pensiero di cancellare e rifare. Andando avanti con l’esperienza, si impara a svolgere questo compito tanto delicato, senza esitazioni o recriminazioni.

La correzione delle bozze è una capacità che fa parte del bagaglio umano (perché uno scrittore, una scrittrice è, sempre, prima di tutto una persona che, con consapevolezza, parla alle altre, che formano il suo pubblico pieno di interesse), culturale e professionale di chi scrive per mestiere. È una forma di rispetto verso il testo e la lingua. Ed è un lavoro che va fatto, al di là di tutti gli aiuti che si possono avere, in prima persona.

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