L’arte di scrivere storie

L’arte della scrittura ha bisogno di regole. Non devono essere, per forza, tante e pesanti. Ne bastano poche e ben condensate. Qui te ne riporto 10 che ritengo particolarmente utili per scrivere una buona storia.

  1. Scrivere è un esercizio che richiede cura e tenacia.
  2. Devi credere in ciò che scrivi, il che ha un po’ a che vedere anche con la sospensione dell’incredulità (suspension of disbelief), un concetto introdotto da Samuel Taylor Coleridge: «Venne accettato che i miei sforzi dovevano indirizzarsi a persone e personaggi sovrannaturali, o anche romanzati, e a trasferire dalla nostra intima natura un interesse umano e una parvenza di verità sufficiente a procurare per queste ombre dell’immaginazione quella volontaria sospensione del dubbio momentanea, che costituisce la fede poetica», Biographia literaria, Leask, Londra 1817.
  3. Inizia da ciò che osservi e vedi intorno a te e che ti colpisce oppure dalla tua esperienza personale e poi arricchiscilo con la fantasia e l’immaginazione.
  4. Scrivi tutti i giorni.
  5. Usa il linguaggio che senti più tuo ma che è anche il più adatto ai tuoi personaggi, alla loro epoca e alla tua storia.
  6. Le parole sono preziose, un vero tesoro tra le tue mani.
  7. Ogni frase che tu scrivi soddisfa solitamente uno di quattro questi scopi: crea azione o la fa avanzare, svela un carattere, mostra o scopre pensieri e sentimenti, prepara un colpo di scena, una rivelazione di un qualche tipo, una svolta.
  8. Lavora per immagini, senza perdere di vista la complessità della storia. La scrittura di narrativa, infatti, disegna immagini nella mente del lettore. Se riferisse al lettore cosa dovrebbe vedere o come, sarebbe un reportage o un saggio d’estetica; se gli spiegasse cosa pensare, un trattato di filosofia.
  9. Ama i dettagli.
  10. Non temere le riscritture e le revisioni.

Storie in punta di righe

2 thoughts on “L’arte di scrivere storie

  1. Grazie cara, leggere i tuoi congli gli articoli, è sempre un piacere. In questo periodo hobfinito di leggere un piccolo libro, un saggio storico, sono un po’ la mia passione, mentre per un laboratorio sto leggendo autrici: la Ernaux, la de Cespedes, infine la Bonanni. Storie di donne, forti! In un periodo in cui c’era un cliché da seguire, ambientate in un tempo assai difficile.

    1. Ciao Ida! Ne sono molto felice!

      La storia piace moltissimo anche a me! In edicola faccio incetta di riviste (non so quanti come me le comprino… di sicuro per me è una gioia e spero non scompaiano dalla circolazione) e di monografie storiche. Non solo sono bellissime, ma curatissime sotto il profilo documentario, delle fonti e delle ricerche. Sto facendo molte scoperte.
      Delle autrici che tu menzioni conosco Alba De Céspedes: vidi una sua intervista su Rai Storia e mi colpì molto come figura. Mi affascinò il racconto della genesi del suo romanzo più noto, il Quaderno proibito.

      Di solito le autrici prediligono una scrittura che parte dall’indagine di sé, dall’autobiografia e che affronta problemi complessi e difficili. Scavano in sé, nel loro vivere: non per ripiegarsi ma per guardare al futuro. Tante hanno scritto romanzi di formazione, un genere che è stato molto amato e scelto dagli autori uomini ma che ha fatto breccia anche nel cuore femminile. Lo trovo significativo.

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