È deciso. Ho deciso. Storie in punta di righe ritorna alle sue origini: essere il mio blog di scrittura creativa e il mio spazio di riflessione. Questa è la sua natura, questa è la sua fisionomia. Dopo molte considerazioni e valutazioni sul se allargare (e come) o meno l’insieme dei temi di cui tratto ed estendere il campo ad argomenti contigui, o se variarli, introducendo nuove linee di interesse, la decisione è presa.

Qui parlerò e scriverò di scrittura creativa e di scrittura come mezzo per esprimere sé stessi e per crescere, ovvero per riscoprire sé stessi e la propria storia e per dare voce e forma ai propri sogni e desideri e, quindi, al futuro che vogliamo.

Ho già il mio blog di comunicazione, Scrivere grammaticando, dedicato alla grammatica e al linguaggio, il mio blog dedicato ai fiori, Nella terra dei fiori, e il mio sito personale, cui sto dando struttura in questi giorni e che sarà attivo dalla prossima settimana. Perciò Storie in punta di righe è – e resterà – la mia personale isola felice creativa.

Un detto sudamericano recita: Quando si sogna da soli, è solo un sogno. Quando sogniamo insieme è l’inizio della realtà.
Sognare da soli significa vedere il sogno così com’è, con la nostra fantasia e la nostra volontà, e accudirlo e proteggerlo nel proprio mondo interiore. Sognare insieme significa realizzarlo: significa smettere di attendere, ma progettare, prendere una direzione, iniziare, portarlo allo scoperto per il mondo, coinvolgere gli altri. E poi, perché il sogno si avveri del tutto, continuare a fare, con impegno e spendendo tutte le proprie energie, senza mai perdere tutto l’entusiasmo delle origini.  

Ecco perché Storie in punta di righe, senza indugi o ripensamenti, torna a essere ciò che è sempre stato. E con lui anch’io.

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