Storie di gatti neri: la gabbianella e il gatto che le insegnò a volare.

Il 17 novembre di ogni anno si celebra nel mondo la Giornata Nazionale del gatto nero, una ricorrenza istituita allo scopo di dissipare tutti i falsi miti, credenze e sciocchezze che resistono infondate sul gatto nero.

Il gatto nero, chi ne ha uno lo sa, ha un carattere molto buono, protettivo e dolce. È attaccatissimo al proprio umano o alla propria umana. Li aiuta (secondo il suo punto di vista) a fare ordine in libreria (è un gran lettore e lo dà a vedere), in bagno e negli armadi. È intelligentissimo, una caratteristica che emerge nel gioco e in tutte le attività che fa, comuni e non, come, per esempio, aprirsi le tanto amate e sospirate porte. A dirla tutta, impara presto anche a… usare il computer, soprattutto per sollevare l’umano da un lavoro che non è minimamente capace di fare da solo: ci vuole la zampa di un gatto nero per portarlo a termine.

Il gatto nero ama stare immerso nella natura, di cui sente molto forte il richiamo e il fascino, data la sua indole curiosa. Ma non lascia mai il suo amato padrone in ansia: terminato il suo giretto e le sue esplorazioni, torna subito a casa.

Gatto nero che osserva

I gatti neri sono protagonisti di molte storie della letteratura. Oggi, mentre scrivevo il post per celebrare questo stupendo, fenomenale e unico felino, sono andata nella mia libreria e ho ripreso in mano Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, di Luis Sepúlveda. È difficile descrivere in breve che cosa sia questo libro: è un romanzo di formazione, è una fiaba piena di valori profondi, di ideali, di filosofia, è un’avventura che, in certi momenti, ti tiene col fiato sospeso. È un libro che si legge in un soffio, eppure incide nel cuore del lettore una traccia rigenerante e intima duratura. È un libro che parla direttamente al cuore di chi ha un gatto nero.

La storia racconta, infatti, di un grosso gatto nero, Zorba, che per mantenere le promesse fatte a Kengah, una gabbiana caduta sul balcone di casa sua e uccisa dal petrolio che le ricopriva il corpo, cova un uovo e si prende cura della piccola gabbianella che ne nasce, fino a insegnarle a volare. Una storia piena di poesia ed emozioni che ti suggerisco di leggere (o rileggere), perché, oltre ad avere un messaggio morale importante, scolpisce per sempre quanto il gatto nero sia una creatura straordinaria e quanto sia bello, incredibile ed eccezionale il privilegio di poterne avere uno.

Un antico proverbio dice che «nella casa dove vive un gatto nero non mancherà mai l’amore». E non mancheranno nemmeno la felicità, la vita, le avventure e le esperienze fuori dal comune. Avere un gatto nero, prendersene cura, è uno dei doni più grandi che ci possano capitare, è una ricchezza che vale un impero, eppure così straordinariamente semplice.

La bellezza del gatto nero
Bellezza felina

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