Arte e dintorni,  Poesie

IL BACIO CON LA FINESTRA, Edvard Munch

Una tarda sera azzurra. Fuori alcuni viandanti passeggiano per la via, le vetrine lungo il marciapiede sono illuminate da una nota calda, una luce chiara e dorata e un albero, un cipresso, alto e slanciato sembra essere l’unico spettatore di ciò che accade nella stanza.
Dentro la casa una coppia è vicino alla finestra e protetta dal tendaggio. Lei è completamente precipitata tra le braccia del suo amato, abbandonata a lui. E lui la cinge in un abbraccio solido e sicuro. La cerca e lei si protende verso di lui. È l’istante breve e prezioso in cui le labbra si toccano, in cui vibra del fremito dei cuori.
Quanti baci si saranno già dati? Dalla fiducia e sicurezza con cui si abbracciano, già molti. Un bacio, dunque, tra la conferma di un rapporto e la sua riscoperta.
Nel suo diario Munch scrisse: “Non si possono più dipingere interni con uomini che leggono e donne che lavorano la maglia. Si dipingeranno esseri viventi che respirano e sentono, soffrono e amano”. Ed è con questa certezza che abbandoniamo la soglia di questa stanza e ce ne andiamo sorridendo dopo aver chiuso la porta.

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Il bacio con la finestra

Il bacio con la finestra è un olio su tela del 1892, oggi custodito a Oslo, al Nasjonalmuseet for Kunst e fa parte del ciclo pittorico “Il fregio della vita” (1893-1918), un gruppo di opere centrate sul tema del ciclo vita, morte e amore, all’interno del quale compare un tema più volte ripreso da Munch, quella del rapporto e dell’attrazione tra uomo e donna.

©Federica & Storie in punta di righe

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