IL GATTO DELLA BEFANA

Tanto tempo fa, i gatti erano tutti tigrati rossi o grigi. Soltanto uno aveva il manto nero: il micio della Befana.

Non lo si vedeva in giro perché accompagnava sempre la Befana nei suoi lunghi viaggi per il mondo. Seduto a cavallo della sua scopa, poteva vedere tanti posti meravigliosi e ogni luogo era per lui, curioso e intelligente come solo i gatti sanno essere, affascinante e interessante. Purtroppo, li poteva conoscere sempre e solo dall’alto. Non scendeva, infatti, mai dalla scopa.

Il gatto della BefanaQuando tornava a casa da uno dei viaggi, poi, stava sempre con la Befana a farle compagnia oppure nei dintorni del giardino e non si allontanava mai dal recinto. Mentre recuperava le forze, spesso si chiedeva come fosse la vita degli umani, che scorgeva appena dall’alto dei suoi voli, perché gli sarebbe tanto piaciuto saperlo. Qualche volta accadeva che un umano passasse per il bosco dove abitava, ne sentiva i passi e ne intravedeva la figura ma rimaneva sempre distante, perché non aveva il coraggio di avvicinarsi.

Una notte, durante il suo nuovo lungo viaggio con la Befana, si sporse più del solito per vedere meglio il mondo di sotto. Il sacco con i doni era inavvertitamente rimasto aperto dalla precedente consegna. Né lui né Befana se n’erano accorti, sicché quel suo movimento in avanti fece scivolare fuori una calza che volò via e cadde sulla Terra senza… giungere a destinazione.

La Befana si accorse della sparizione della calza solo quando arrivò alla casa del bambino cui era destinata. Aprì il sacco, cercò, frugò per bene ma del dono non c’era traccia. «Sono secoli che svolgo questo lavoro e mai mi era successa una cosa simile!!» Il gatto le lanciò un’occhiata dispiaciuta e la Befana capì: «Sei stato tu…? E ora… come facciamo?». Il gatto le lanciò un’altra occhiata e la Befana ancora una volta capì: «Va bene… andrai tu da quel bimbo. Hai sempre voluto sapere come vivono gli umani e ora… è la tua occasione!».  E con delicatezza fece scendere il gatto giù per il camino aiutata dalla sua fidata scopa.

Non appena fu dentro la casa, il micio rimase esterrefatto dall’ambiente, silenzioso e ordinatissimo. Sopra la sua testa, lungo la cornice del camino, stavano appese alcune calze vuote. Davanti a lui, qualche metro più in là, c’era un albero decorato pieno di palline brillanti e mille festoni. Non c’era nessuno in quel momento e si mise con calma ad ispezionare la sua nuova casa, che era molto grande. Mentre trotterellava a passo felpato per il salone, tossì per via della cenere che, anche se era stato attento, un po’ aveva respirato.

Quei colpi di tosse svegliarono di soprassalto tutta la famiglia, che scese a vedere che succedesse dabbasso. E mentre i genitori erano incapaci di parlare tanta era la sorpresa per quella nuova presenza, il bambino iniziò a gridare per la gioia: «Che bello!! Un gatto! Un amico tutto mio, tutto per me!!». Mamma e papà, passato l’iniziale sbalordimento, non ebbero esitazioni. Avrebbero adottato il piccolo ospite, purché non fosse stato di qualcuno. Nei giorni seguenti si informarono e cercarono il proprietario ma, com’era ovvio, non era di nessuno del circondario. Il bambino chiamò il micio Svirgolino. Svirgolino divenne a tutti gli effetti un membro della famiglia e della sua nuova casa e ben presto il migliore amico del bimbo, da cui non si separava mai.

E fu così che, da quel giorno, i gatti non sono più soltanto tigrati, ma anche neri, a ricordo di quel dono specialissimo e la notte della Befana è magica perché tutti i sogni si avverano.

©Federica per Storie in punta di righe

Comments

  1. Giuseppe Sabino says:

    La storia di Svirgolino….favolosa!!!✌🏻😄⭐💙

    1. Federica says:

      Grazie!! Come tutte, nasce da un’idea su cui lavoro per tutto il tempo necessario a farne una storia. Svirgolino è un nome che mi piace tantissimo e mi sembrava adattissimo al micio in questione!! <3 <3 <3

  2. Salvatore R. says:

    Simpatico racconto.
    🖤🙀🖤 la befana senza gatto viene di notte con il ratto 😅

    1. Con il ratto? AIUTOOO!!!!
      Mi hai dato però l’idea per il seguito di questo racconto: il nuovo gatto aiutante della Befana!

      Grazie, Salvatore, per essere passato di qua ed aver letto la mia storia 😀

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