IL BAMBINO E LA ROSA

C’era una volta una donna che viveva in una piccola casetta appena fuori dal villaggio, vicino al bosco di querce e faggi. Era vedova da qualche anno ed era molto povera. I suoi figli, ancora piccoli, l’aiutavano come meglio potevano. Il minore, Tommaso, andava tutti i giorni nel bosco a fare legna. Un giorno, trovandone poca al suo limitare, si spinse fin dentro la macchia per cercarla. Dopo qualche ora, cominciava ad essere stanco e quella che aveva raccolto ancora non bastava.

All’improvviso, gli si avvicinò un bambino più o meno della sua età. «Che fai qui? È tardi, tra poco sarà buio». Tommaso gli spiegò che era entrato nel bosco per cercare legna, ma ne aveva trovata poca e aveva dovuto cercarne a lungo dell’altra, spingendosi fino a lì. «Non ti preoccupare, ti do una mano io». Premuroso, lo aiutò a raccoglierne quanta ne serviva e lo aiutò anche a portarla fino a casa. «Vado ad avvisare la mamma che sono tornato e le chiedo il permesso per farti entrare. Aspettami qui». Quando Tommaso tornò, però, l’altro bambino era sparito e al suo posto c’era una piccola pianta in vaso.

Tommaso raccontò tutto alla mamma e le mostrò la pianta. «È una rosa, se la coltiviamo con cura all’arrivo della primavera fiorirà».

Nelle settimane successive Tommaso tornò nel bosco e non trovò più il bambino che lo aveva aiutato e gli aveva regalato la rosa. In compenso, raccoglieva sempre legna in abbondanza. Qualche volta riuscivano a venderne un po’, ricavandone piccoli guadagni che ne alleviavano la povertà.

rose-3368273_960_720Nel frattempo, la rosa cresceva e Tommaso se ne prendeva cura. Un giorno, tornando da scuola, la mamma lo chiamò. «Va’ a vedere la tua piantina. C’è una sorpresa per te». Il fiore, dopo tante cure, era sbocciato e una rosa gialla, bella e dorata come il sole, si era aperta per il suo piccolo giardiniere.

«Il bambino e la rosa» è una piccola fiaba, che ho scritto riadattandola liberamente da un testo dei fratelli Grimm, per sottolineare l’importanza e il valore della generosità, del donare senza secondi fini, della cura paziente.

©Federica per Storie in punta di righe

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