Riflessioni

MICROPOST: SCRIVERE PER IMMAGINI

Oggi condivido con voi questo micropost nato grazie a una discussione tra scrittori. Avete già letto su queste pagine la mia microfiaba «L’aquilone». Sono del parere che non esiste una regola prefissata per la lunghezza di un testo creativo. Alcuni devono avere una certa estensione. Rispecchiano la complessità delle vicende e, scritti come si deve, non sono ridondanti né dispersivi.

scrivaniaTuttavia la letteratura, ma anche i nostri dialoghi e vita quotidiani, vivono pure di suggestioni, di impressioni, e per ottenere queste, in genere, essere brevi e usare la sintesi permette di raccogliere e trasmettere con immediatezza le immagini che vogliamo delineare. Quindi, altri testi creativi non solo possono ma devono anche essere brevi.

La domanda, per chi scrive, infatti, è una sola: come coinvolgere il lettore, immergerlo nella lettura delle vicende dei personaggi e, questi ultimi, capirli? Cosa intendiamo quando ci domandiamo: «come rendere partecipe il lettore?» Si intende che desideriamo fargli provare emozioni e vivere sentimenti, muoverlo a seguire la storia e a entrarvi con la sua fantasia… Renderlo un protagonista attivo del racconto, con le sue opinioni e le sue aspettative per le vicende, fino alla loro conclusione.

Come si arriva a questo risultato? Cercando le parole giuste e, vedendo per primi noi scrittori, le immagini che vogliamo rendere con le parole, in modo che anche chi le legge possa a sua volta vederle rappresentate. E questo lo si ottiene sempre con la sintesi, sia che il testo sia un cameo compiuto in sé sia che faccia parte del discorso più ampio portato avanti con la narrazione e inserito nel naturale alternarsi delle sequenze che lo compongono.

© Federica Rizzi per Storie in punta di righe, 2017

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  • Vincenzo Azzarello

    Ciao Federica, bellissimo come sempre leggere di te e le tue righe.
    E vero ciò che scrivi, coinvolgere il lettore con un testo che lasci nella mente un immagine di ciò si legge e l’animo stesso della lettura…. e l’espressione di chi scrive, lasciando al lettore di costruire la propria immagine mentale del contesto.
    Ciao e grazie sempre dei tuoi post che meritano sempre riflessione.

    • Federica

      Grazie, Vincenzo.
      Hai colto ciò che intendevo dire… Il testo è sempre scritto per il lettore, affinché le immagini della storia che si crea scaturiscano da ciò che legge. Ed è connaturata con l’arte della scrittura la capacità di raggiungere questo obiettivo.

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