ORIGINALITÀ E CREATIVITÀ

Quando mi ritrovo a spiegare chi è e cosa fa una personal writer, dopo un’iniziale fase di stupore a occhi sgranati e sguardo tra l’interrogativo, il perplesso e l’addolorato (poverina, fa la personal writer, chissà che avrà passato per arrivare a una simile decisione) e dopo la mia successiva presentazione che getta luce sul mistero, solitamente sono due le considerazioni che mi vengono indirizzate in proposito: che si tratta di un’idea originale e che ho scelto di intraprendere un lavoro creativo.
Ho deciso di dedicare questo post, perciò, a spiegare proprio quei due, tra i tanti, lati di questa professione: l’originalità e la creatività. Per me scrivere è vivere. E ogni storia è una vita che diventa racconto. 

 

ORIGINALITÀ, INNANZITUTTO

In altri paesi, soprattutto anglosassoni, è piuttosto diffuso il ricorso ad uno scrittore o ad una scrittrice che si occupi di raccogliere le storie di futuri sposi, persone comuni, professionisti affermati, che desiderano assicurarsi di fermare in un libro parti più o meno importanti ed estese della loro vita, della loro unica, viva, irripetibile personale biografia.
Qui in Italia è, di contro, sicuramente poco conosciuto. Rispetto a molti altri lavori, anche nel campo della scrittura (esiste il ghost writing, ma non è esattamente la stessa cosa), rappresenta una novità, un mestiere di cui poco o niente si sente dire.
Forse si pensa che il genere biografico sia solo una forma letteraria, molto distante dalla nostra vita quotidiana. Penso, invece, che raccontarsi sia una esperienza molto bella, un’avventura che riporta alla luce non soltanto episodi e fatti, ma soprattutto emozioni e ragioni di vita. Perché ricorrere a una scrittrice personale per fare questo? Perché per arrivare alla pagina scritta finale, serve un coach, che sia in grado di fare le domande giuste sulla via dei ricordi e delle riflessioni. Perché la mia sensibilità si accorge di ciò che manca alla narrazione e individua lo stile e il ritmo più adatti. Perché la mia penna e le mie dita sulla tastiera corrono veloci per dare forma compiuta e poetica al racconto e il lavoro di stesura e correzione è molto duro e facilmente chi non lo fa per professione lo farà come può, interrompendosi di fronte alle frustrazioni.

Essere personal writer è un lavoro originale, perché nuovo nel panorama delle professioni possibili 3.0 (ed è molto diverso dall’essere blogger), perché ogni vostra storia, vissuta e interpretata da voi, è essa stessa, per prima, l’espressione pura dell’originalità e, infine, perché apre nuovi orizzonti alla mia creatività personale.

 

E TANTA CREATIVITÀ

E veniamo al secondo aspetto peculiare del personal writing: la creatività. La creatività è un’attitudine, una caratteristica, con cui ciascuno di noi nasce. Cambiano, invece, da persona a persona, il modo con cui viene espressa e la realtà su cui incide. Ci sono moltissime forme di creatività: c’è chi canta, chi costruisce case e ponti, chi progetta giardini e chi scrive. Io mi trovo a mio agio nel territorio della scrittura.
tarassaco.jpg Ogni testo che scrivo è una sorta di piccola sfida: mi richiede di adoperare le capacità e le conoscenze (tecniche, ma non solo) che possiedo per arrivare, alla fine, al traguardo delle pagine scritte, una dopo l’altra. È un processo, composto di più fasi, un processo tenace, che cresce di riga in riga, che si modifica e si arricchisce lungo tutto il percorso.
Essere creativa significa, per me, prendere e considerare il materiale a disposizione (le vostre storie, i vostri ricordi) e comporlo seguendo i suggerimenti della mia fantasia e intuizione. Questo richiede, almeno per me, uno spazio e un tempo dedicati, in maniera da potermi concentrare ed essere libera di stendere i miei scritti, di rivederli, modificarli, migliorarli e renderli più belli.
Lo scopo ultimo della creatività nel personal writing è quello di produrre un testo che piaccia, nel quale le persone si rispecchino e sappiano anche sorprendersi ed emozionarsi per quello che leggono. Il personal writer trasporta nelle pagine di un racconto o di un libro chi si racconta, che così, oltre che attore e interprete della propria storia, diventa anche protagonista della pagina scritta, dove potersi ritrovare ogni volta che desidera.
Come ho già scritto nel blog, l’essenza e lo scopo del mio lavoro si traducono nella volontà di regalarvi, per quanto possibile, felicità e bellezza.

 

IN CONCLUSIONE

Spero di essere stata chiara e di esservi stata utile. Se avete qualche dubbio o qualche curiosità, scrivetemi pure all’indirizzo federica@storieinpuntadirighe.it. Vi risponderò volentieri.

© Federica Rizzi, Tutti i diritti riservati


Comments

  1. Fabiola says:

    Ho atteso con molto piacere questo nuovo post e devo dire che tanta attesa non è andata delusa. Ciao.

    1. Federica says:

      Hai visto, sì, alla fine, è arrivato. Presto ci sarà un breve post-intermezzo sulla poesia e poi parlerò ancora di fiabe. 🙂

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